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| I Collegiali non hanno nulla da nascondere! (Da sx a dx: Lonfo, Gufus, Nigga, Bazzo e Stanga) |
Andrea: Con estrema gioia inauguro l'ennesima rubrica, il cui acronimo -- un tempo valido sostituto dell'ingiuriosa "Matricola di m..." -- è qui usato in vece di "Memorie da matricola", ossia il vero e proprio oggetto dei racconti che seguiranno, in ordine sparso, e che si prefiggono di raccontare del Collegio quel che orecchio esterno può sentire. Cascate, battaglie, rapimenti, cori da stadio, nobili uomini e turpi gilde segrete... i soprannomi sono d'obbligo, per tutelare la dignità dei pochi che la perdettero e per nascondere il genio dei molti che gliela tolsero. L'ambientazione è sempre Pavia e se, come direbbe Elio, "pa' via, Pavia, pav'ia" (= "Per la via di Pavia pago io"), oltre a rispondergli con un sonoro "Grazie!" ricordiamo un breve estratto poetico segnalatomi a suo tempo da Ringhio:
"Quis in igne positus, igne non uratur?
Quis Papiæ demorans, castus habeatur,
Ubi venus digito, iuvenes venatur,
Oculi illaqueat, facie predatur?Si ponas Hippolytum hodie Papie,
non erit Hippolytus in sequenti die.
Veneris in thalamos ducunt omnes viæ,
non est in tot turribus turris Alethie"
(Confessione di Golia, Carmina Burana Canto 191,8-9; Orff n. 11).
Traduzione: Chi, posto nel fuoco, non brucia per via della fiamma? E chi si mantiene casto, vivendo a Pavia ove Venere attira i giovani con un cenno del dito, li affascina con gli occhi e li cattura col suo volto? Se oggi mettessi [il casto] Ippolito a Pavia, domani non sarebbe più [il casto] Ippolito. Tutte le vie portano al letto di Venere, e non v'è torre, tra tutte, che abbia nome di Verità [in Greco Antico, verità è etimologicamente da ricondursi a "senza veli"].
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| Le celebri torri di Pavia |
Glossano gli oxoniensi P. Godman e O. Murray, nel loro "The archpoet and the classics" (Latin Poetry and the Classical Tradition, Oxford-Warburg Studies, Clarendon Press, Oxford 1990), citando Landulfo di Milano:
"Quattro strofe dopo, è la città imperiale di Pavia, città ben nota per il suo edonismo ben prima che Barbarossa la rendesse la sua Mecca"
[In Dronke, P. (Ed.). (1997). Sources of Inspiration: Studies in Literary Transformation, 400-1500. Roma: Edizioni di Storia e Letteratura].
Propongo però di chiudere questo excursus e di procedere con la storia di oggi: "L'intossicazione da metanolo".
| Almo Decanato di Filosofia e seguaci. Da sx a dx: Ringhio, Bazzo, Mangia (Decano), Marx e Giovanna |
Bazzo, in uno dei suoi rari e pregevoli momenti alcolici, entra in 34 e spara: "Marx, oggi si festeggia. Hanno lasciato una mezza bottiglia di rum in camera".
Beve. Poi mi fa: "Non ti pare abbia un odore strano?"
Come scoprirò in seguito, Bazzo è quasi privo di olfatto. A saperlo, mi insospettirei dinanzi a tanto sfoggio organolettico. Invece, mi limito ad annusare e rispondo con indolenza: "Sarà solo un po' invecchiato..." Bevo un sorso abbondante. Eh no. Proprio no. Così non funziona. Ha uno spiccato sapore di alcool.
Beve. Poi mi fa: "Non ti pare abbia un odore strano?"
Come scoprirò in seguito, Bazzo è quasi privo di olfatto. A saperlo, mi insospettirei dinanzi a tanto sfoggio organolettico. Invece, mi limito ad annusare e rispondo con indolenza: "Sarà solo un po' invecchiato..." Bevo un sorso abbondante. Eh no. Proprio no. Così non funziona. Ha uno spiccato sapore di alcool.
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| Elio e Peppo mentre attendono alla preparazione del Tiramisu; alle spalle incombono un preoccupatissimo Gufus e un riccioluto Tobia |
Ci rechiamo da Peppo, precedente tutore della bottiglia e biologo/neuroscienziato e lo inquisiamo: "Spiegaci com'è finita qui questa bottiglia".
Peppo: "Ah... l'abbiamo usata per il letto di fuoco. Però il rum da solo non bruciava e così ci abbiamo aggiunto metanolo. Perché? L'avete forse bevuta?" Annuiamo.
Peppo: "Ah... l'abbiamo usata per il letto di fuoco. Però il rum da solo non bruciava e così ci abbiamo aggiunto metanolo. Perché? L'avete forse bevuta?" Annuiamo.
Si cerca su internet. Metanolo significa cecità. Qual è la dose minima per un avvelenamento? Del resto non era nemmeno metanolo puro... possono esserci margini molto ampi per la salvezza degli involontari protagonisti. Non ci sentiamo affatto male. Nel dubbio, però, ci rechiamo da Charlie, che da buon studente di medicina...
| Marx, Mitch, Nigga e Charlie |
Marx: "Ma che fai? Leggi su Wikipedia? Non hai un manuale di scienza?"
Charlie: "Beh, non è sempre precisissima, ma un'idea generale te la dà. Noi la usiamo spesso. Di solito si tratta di articoli copiati da libri".
Peccato che Wikipedia sia troppo tecnica. Parla di dosi massicce, ma non siamo familiari con le unità di misura. Si annidano nel nervo ottico e bum! Perdita della vista.
Nel frattempo, come se non bastasse, beviamo ampia quantità di alcolici, perché ci è stato detto che più etanolo si assume, più esso combatte il metanolo. Il problema è che questa non è una flebo, ma solo una fiaschetta di whisky della peggior qualità. Ci dà un poco alla testa e i suoi sintomi si confondono con i presunti sintomi del metanolo.
Charlie: "Beh, non è sempre precisissima, ma un'idea generale te la dà. Noi la usiamo spesso. Di solito si tratta di articoli copiati da libri".
Peccato che Wikipedia sia troppo tecnica. Parla di dosi massicce, ma non siamo familiari con le unità di misura. Si annidano nel nervo ottico e bum! Perdita della vista.
Nel frattempo, come se non bastasse, beviamo ampia quantità di alcolici, perché ci è stato detto che più etanolo si assume, più esso combatte il metanolo. Il problema è che questa non è una flebo, ma solo una fiaschetta di whisky della peggior qualità. Ci dà un poco alla testa e i suoi sintomi si confondono con i presunti sintomi del metanolo.
Bazzo non regge alla tensione. Eppoi ha impegni... non potrà esser una cosa troppo grave. Prende e si reca alla laurea di Baso (Decano dello Stile, Arbiter Elegantiae). Nel frattempo, io mi preoccupo. Da Wikipedia m'è parso d'aver capito che, anche ammettendo una dose cospicua, cioè nel peggiore dei casi, dovrò attendere un'ora prima che i sintomi dell'intossicazione compaiano. Un'ora di vita rimasta. Che fare? Esperienza sublime. Esperienza pre-morte (ormai, nell'ebbrezza, cecità ipotetica e morte sono confuse). Che fare se ti dicono che hai solo un'ora? Non puoi muoverti. Inutile viaggiare... forse una corsa in ospedale prolungherà l'agonia... ma diciamo che adesso mi rimane un'ultima ora "piena" e senza confusione. Un'ultima ora certa e completa: le successive non saranno che una scommessa.
I soli due pensieri che mi attraversano la testa sono semplici, ma sinceri. Strazianti nella loro genuinità. Il primo è "Devo chiamare i miei". Senza sottigliezze... e senza menzionare il dramma imminente. Il secondo è più prosaico: "Non voglio morire vergine".
Come avrebbe notato mesi dopo il Pajk, udendo questo racconto in differita: se veramente l'episodio mi avesse procurato un amplesso occasionale, allora questa storia sarebbe stata un vero capolavoro. Ne convengo: un vero peccato.
Prima però pianifico l'ora e l'eventuale trasporto in nosocomio. Prendo contatti con i sest'anni di medicina del Borromeo, che mi concedono udienza.
In primo luogo, ridimensionano l'accaduto: quanto ne ho bevuto? Un bicchierino? L'equivalente? Se poi era diluito... ma era metanolo puro puro, o ci avevano messo qualcosa d'altro? Meglio chiamare Peppo e farsi descrivere bene la sostanza che ha mescolato al rum.
Telefoniamo a Peppo (ancora in camera 35... credo avessimo appena re-installato Diablo II sui nostri rispettivi PC). Il vivavoce gli fa eco:
"Certo che ci ho buttato dentro metanolo! Sì, insomma... l'alcool rosa!"
"Certo che ci ho buttato dentro metanolo! Sì, insomma... l'alcool rosa!"
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| Alcool ETILICO denaturato |
Cade un silenzio imbarazzato nella stanza. Mantengo la più assoluta calma e parlo con estrema lentezza: "Peppo, guarda che l'alcool rosa si chiama etanolo. Non metanolo"
...E dire che questo qui ha quasi scoperto la cura per il Parkinson!!!
Concludo la chiamata e ci scambiamo sguardi allibiti. Un sest'anno ricapitola la situazione: "L'alcool etilico non è certo salute, ma un sorsetto mescolato a molto rum non può farci nulla. E' industrialmente rosa affinché lo si distingua da altri liquidi e sovente viene denaturato per renderlo orribile al gusto ma, a differenza di altri Paesi, in Italia la denaturazione non si ottiene con l'aggiunta di metanolo... perciò ogni sua presenza è da escludere con certezza".
Viva la scienza. Tiro un sospiro di sollievo. Poi Jena, l'm.q.m. che mi ha assistito da fedele scudiero nei primi minuti di terrore, osserva circospetto: "E Bazzo?"
Fu così che decidemmo di fare lo scherzo del secolo.
Viva la scienza. Tiro un sospiro di sollievo. Poi Jena, l'm.q.m. che mi ha assistito da fedele scudiero nei primi minuti di terrore, osserva circospetto: "E Bazzo?"
Fu così che decidemmo di fare lo scherzo del secolo.
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| Sede centrale dell'Università di Pavia |
Bazzo, un po' preoccupato e -- me l'immagino -- sudaticcio nell'ostico clima pavese, si era recato in Centrale, avendo cura di tenere il cellulare sottomano nel caso avessi scoperto qualche novità.
Poco prima che Peppo ci mettesse al corrente della sua sbadataggine da scienziato, Bazzo era stato già richiamato di gran carriera, poiché noi tutti, di comune accordo con i sest'anni, volevamo premurarci che fossimo radunati nello stesso luogo per predisporre un'eventuale trasferta cautelativa (e niente affatto allarmista) al pronto soccorso. Noi mantenevamo una calma segnata dalla tensione.
Poco prima che Peppo ci mettesse al corrente della sua sbadataggine da scienziato, Bazzo era stato già richiamato di gran carriera, poiché noi tutti, di comune accordo con i sest'anni, volevamo premurarci che fossimo radunati nello stesso luogo per predisporre un'eventuale trasferta cautelativa (e niente affatto allarmista) al pronto soccorso. Noi mantenevamo una calma segnata dalla tensione.
Bazzo non poté astenersi dall'accelerare il passo... e stava proprio giungendo in Collegio quando beneficiammo della rivelazione e ordimmo la malignità ai suoi danni. Una matricola, forse lo stesso Jena, lo accolse alla porta. Doveva correre all'ultimo piano, perché io stavo malissimo e tra poco sarebbe toccato a lui!
Si fionda in Paradiso Piazza quasi perdendoci un polmone. Il cuore è a mille.
Si fionda in Paradiso Piazza quasi perdendoci un polmone. Il cuore è a mille.
Apre la porta, ma già ha sentito dei rantoli che lo inquietano. Irrompe nella camera: a terra ci sono io, che gli do le spalle. Mi contorco di dolore. Grido a fauci digrignate. Tutt'attorno a me, un capannello di impotenti. "Marx ti prego... ti prego fai uno sforzo. Adesso è arrivato Bazzo. Vi portiamo tutti e due in ospedale".
Nel contorcermi, come un posseduto, colgo lo sguardo della mia vittima: a metà tra il terrore e il disappunto. Vada l'intossicazione, ma non è una reazione eccessiva? Resta comunque esterrefatto e preoccupato.
Nel contorcermi, come un posseduto, colgo lo sguardo della mia vittima: a metà tra il terrore e il disappunto. Vada l'intossicazione, ma non è una reazione eccessiva? Resta comunque esterrefatto e preoccupato.
Non mi trattengo. Gli rido in faccia e, ovviamente, mi aggredisce con la borsa piena di libri per punirmi (giustamente) del mio sadico senso dell'umorismo. Si fa presto la pace e ci si scherza sopra: "Sai, ci tenevamo a dirti che anche i biologi possono sbagliare!"





















