giovedì 31 maggio 2012

M.D.M. 1: L'intossicazione da metanolo

I Collegiali non hanno nulla da nascondere!
(Da sx a dx: Lonfo, Gufus, Nigga, Bazzo e Stanga)
Andrea: Con estrema gioia inauguro l'ennesima rubrica, il cui acronimo -- un tempo valido sostituto dell'ingiuriosa "Matricola di m..." -- è qui usato in vece di "Memorie da matricola", ossia il vero e proprio oggetto dei racconti che seguiranno, in ordine sparso, e che si prefiggono di raccontare del Collegio quel che orecchio esterno può sentire. Cascate, battaglie, rapimenti, cori da stadio, nobili uomini e turpi gilde segrete... i soprannomi sono d'obbligo, per tutelare la dignità dei pochi che la perdettero e per nascondere il genio dei molti che gliela tolsero. L'ambientazione è sempre Pavia e se, come direbbe Elio, "pa' via, Pavia, pav'ia" (= "Per la via di Pavia pago io"), oltre a rispondergli con un sonoro "Grazie!" ricordiamo un breve estratto poetico segnalatomi a suo tempo da Ringhio: 
"Quis in igne positus, igne non uratur?
Quis Papiæ demorans, castus habeatur,
Ubi venus digito, iuvenes venatur,
Oculi illaqueat, facie predatur?

Si ponas Hippolytum hodie Papie,
non erit Hippolytus in sequenti die.
Veneris in thalamos ducunt omnes viæ,
non est in tot turribus turris Alethie"

(Confessione di Golia, Carmina Burana Canto 191,8-9; Orff n. 11).
Traduzione: Chi, posto nel fuoco, non brucia per via della fiamma? E chi si mantiene casto, vivendo a Pavia ove Venere attira i giovani con un cenno del dito, li affascina con gli occhi e li cattura col suo volto? Se oggi mettessi [il casto] Ippolito a Pavia, domani non sarebbe più [il casto] Ippolito. Tutte le vie portano al letto di Venere, e non v'è torre, tra tutte, che abbia nome di Verità [in Greco Antico, verità è etimologicamente da ricondursi a "senza veli"].

Le celebri torri di Pavia
 Glossano gli oxoniensi P. Godman e O. Murray, nel loro "The archpoet and the classics" (Latin Poetry and the Classical Tradition, Oxford-Warburg Studies, Clarendon Press, Oxford 1990), citando Landulfo di Milano:

"Quattro strofe dopo, è la città imperiale di Pavia, città ben nota per il suo edonismo ben prima che Barbarossa la rendesse la sua Mecca"

[In Dronke, P. (Ed.). (1997). Sources of Inspiration: Studies in Literary Transformation, 400-1500. Roma: Edizioni di Storia e Letteratura].


Propongo però di chiudere questo excursus e di procedere con la storia di oggi: "L'intossicazione da metanolo".

Almo Decanato di Filosofia e seguaci. Da sx a dx: Ringhio, Bazzo, Mangia (Decano), Marx e Giovanna
Bazzo, in uno dei suoi rari e pregevoli momenti alcolici, entra in 34 e spara: "Marx, oggi si festeggia. Hanno lasciato una mezza bottiglia di rum in camera".
Beve. Poi mi fa: "Non ti pare abbia un odore strano?"
Come scoprirò in seguito, Bazzo è quasi privo di olfatto. A saperlo, mi insospettirei dinanzi a tanto sfoggio organolettico. Invece, mi limito ad annusare e rispondo con indolenza: "Sarà solo un po' invecchiato..." Bevo un sorso abbondante. Eh no. Proprio no. Così non funziona. Ha uno spiccato sapore di alcool.

Elio e Peppo mentre attendono alla preparazione del Tiramisu;
alle spalle incombono un preoccupatissimo Gufus e un riccioluto Tobia
Ci rechiamo da Peppo, precedente tutore della bottiglia e biologo/neuroscienziato e lo inquisiamo: "Spiegaci com'è finita qui questa bottiglia".
Peppo: "Ah... l'abbiamo usata per il letto di fuoco. Però il rum da solo non bruciava e così ci abbiamo aggiunto metanolo. Perché? L'avete forse bevuta?" Annuiamo.
Si cerca su internet. Metanolo significa cecità. Qual è la dose minima per un avvelenamento? Del resto non era nemmeno metanolo puro... possono esserci margini molto ampi per la salvezza degli involontari protagonisti. Non ci sentiamo affatto male. Nel dubbio, però, ci rechiamo da Charlie, che da buon studente di medicina...

Marx, Mitch, Nigga e Charlie
Marx: "Ma che fai? Leggi su Wikipedia? Non hai un manuale di scienza?"
Charlie: "Beh, non è sempre precisissima, ma un'idea generale te la dà. Noi la usiamo spesso. Di solito si tratta di articoli copiati da libri".
Peccato che Wikipedia sia troppo tecnica. Parla di dosi massicce, ma non siamo familiari con le unità di misura. Si annidano nel nervo ottico e bum! Perdita della vista.
Nel frattempo, come se non bastasse, beviamo ampia quantità di alcolici, perché ci è stato detto che più etanolo si assume, più esso combatte il metanolo. Il problema è che questa non è una flebo, ma solo una fiaschetta di whisky della peggior qualità. Ci dà un poco alla testa e i suoi sintomi si confondono con i presunti sintomi del metanolo.


Bazzo non regge alla tensione. Eppoi ha impegni... non potrà esser una cosa troppo grave. Prende e si reca alla laurea di Baso (Decano dello Stile, Arbiter Elegantiae). Nel frattempo, io mi preoccupo. Da Wikipedia m'è parso d'aver capito che, anche ammettendo una dose cospicua, cioè nel peggiore dei casi, dovrò attendere un'ora prima che i sintomi dell'intossicazione compaiano. Un'ora di vita rimasta. Che fare? Esperienza sublime. Esperienza pre-morte (ormai, nell'ebbrezza, cecità ipotetica e morte sono confuse). Che fare se ti dicono che hai solo un'ora? Non puoi muoverti. Inutile viaggiare... forse una corsa in ospedale prolungherà l'agonia... ma diciamo che adesso mi rimane un'ultima ora "piena" e senza confusione. Un'ultima ora certa e completa: le successive non saranno che una scommessa.
I soli due pensieri che mi attraversano la testa sono semplici, ma sinceri. Strazianti nella loro genuinità. Il primo è "Devo chiamare i miei". Senza sottigliezze... e senza menzionare il dramma imminente. Il secondo è più prosaico: "Non voglio morire vergine".
Come avrebbe notato mesi dopo il Pajk, udendo questo racconto in differita: se veramente l'episodio mi avesse procurato un amplesso occasionale, allora questa storia sarebbe stata un vero capolavoro. Ne convengo: un vero peccato.

E dire che la materia prima c'era. Due nuove collegiali (dopo 450 anni di sanissimo isolamento sciovinista), si preoccupano della preparazione dei dolci in 34... Ma concentriamoci sui dettagli rilevanti: (a) Il mio meraviglioso copriletto; (b) la mia collezione di lattine AltroMercato; (c) l'edizione Gallimard de "Le parole e le cose di Foucault".

Prima però pianifico l'ora e l'eventuale trasporto in nosocomio. Prendo contatti con i sest'anni di medicina del Borromeo, che mi concedono udienza.
In primo luogo, ridimensionano l'accaduto: quanto ne ho bevuto? Un bicchierino? L'equivalente? Se poi era diluito... ma era metanolo puro puro, o ci avevano messo qualcosa d'altro? Meglio chiamare Peppo e farsi descrivere bene la sostanza che ha mescolato al rum.
Telefoniamo a Peppo (ancora in camera 35... credo avessimo appena re-installato Diablo II sui nostri rispettivi PC). Il vivavoce gli fa eco:
"Certo che ci ho buttato dentro metanolo! Sì, insomma... l'alcool rosa!"

Alcool ETILICO denaturato
Cade un silenzio imbarazzato nella stanza. Mantengo la più assoluta calma e parlo con estrema lentezza: "Peppo, guarda che l'alcool rosa si chiama etanolo. Non metanolo"
...E dire che questo qui ha quasi scoperto la cura per il Parkinson!!!


Concludo la chiamata e ci scambiamo sguardi allibiti. Un sest'anno ricapitola la situazione: "L'alcool etilico non è certo salute, ma un sorsetto mescolato a molto rum non può farci nulla. E' industrialmente  rosa affinché lo si distingua da altri liquidi e sovente viene denaturato per renderlo orribile al gusto ma, a differenza di altri Paesi, in Italia la denaturazione non si ottiene con l'aggiunta di metanolo... perciò ogni sua presenza è da escludere con certezza".
Viva la scienza. Tiro un sospiro di sollievo. Poi Jena, l'
m.q.m. che mi ha assistito da fedele scudiero nei primi minuti di terrore, osserva circospetto: "E Bazzo?"
Fu così che decidemmo di fare lo scherzo del secolo.

Sede centrale dell'Università di Pavia

Bazzo, un po' preoccupato e -- me l'immagino -- sudaticcio nell'ostico clima pavese, si era recato in Centrale, avendo cura di tenere il cellulare sottomano nel caso avessi scoperto qualche novità.
Poco prima che Peppo ci mettesse al corrente della sua sbadataggine da scienziato, Bazzo era stato già richiamato di gran carriera, poiché noi tutti, di comune accordo con i sest'anni, volevamo premurarci che fossimo radunati nello stesso luogo per predisporre un'eventuale trasferta cautelativa (e niente affatto allarmista) al pronto soccorso. Noi mantenevamo una calma segnata dalla tensione.
Bazzo non poté astenersi dall'accelerare il passo... e stava proprio giungendo in Collegio quando beneficiammo della rivelazione e ordimmo la malignità ai suoi danni. Una matricola, forse lo stesso Jena, lo accolse alla porta. Doveva correre all'ultimo piano, perché io stavo malissimo e tra poco sarebbe toccato a lui!
Si fionda in Paradiso Piazza quasi perdendoci un polmone. Il cuore è a mille.
Apre la porta, ma già ha sentito dei rantoli che lo inquietano. Irrompe nella camera: a terra ci sono io, che gli do le spalle. Mi contorco di dolore. Grido a fauci digrignate. Tutt'attorno a me, un capannello di impotenti. "Marx ti prego... ti prego fai uno sforzo. Adesso è arrivato Bazzo. Vi portiamo tutti e due in ospedale".
Nel contorcermi, come un posseduto, colgo lo sguardo della mia vittima: a metà tra il terrore e il disappunto. Vada l'intossicazione, ma non è una reazione eccessiva? Resta comunque esterrefatto e preoccupato.

Non mi trattengo. Gli rido in faccia e, ovviamente, mi aggredisce con la borsa piena di libri per punirmi (giustamente) del mio sadico senso dell'umorismo. Si fa presto la pace e ci si scherza sopra: "Sai, ci tenevamo a dirti che anche i biologi possono sbagliare!"

mercoledì 30 maggio 2012

Venice DOC Festival 2012: noi ci siamo!

Quest'anno, grazie alla prolifica collaborazione maturata nel corso di questi ultimi 3 anni con l'associazione VenetoDOC, saremo sempre più protagonisti della nostra postazione EXPO ART al Venice DOC Festival.

Se fino all'anno scorso eravamo semplici ospiti con l'incarico di gestire una mostra collettiva temporanea all'interno di un contesto musicale quest'anno entriamo di diritto nell'Olimpo grazie alla fiducia accordataci dagli organizzatori, rappresentati dall'amico Alberto Buran.

L'associazione Kantiere Misto da venerdì 13 a domenica 22 luglio 2012 gestirà una zona più ampia, fornendo intrattenimenti sempre più variegati. Tra le novità di quest'anno c'è il chioschetto dei beveraggi che sarà gestito dalle nostre esperte bariste e il palco su cui si esibiranno alcuni tra i gruppi più promettenti della scena underground locale, oltre alle già collaudate serate di aerosol live painting coi nostri writers e alle videoproiezioni.

Venerdì 13 luglio ad aprire le danze ci saranno le nostre fiammeggianti giocoliere che ci stupiranno con le loro elastiche movenze. Sul main stage Igor S & Lady Brian per una serata all'insegna della trasgressione.

Domenica 15 luglio sul nostro palco i trevigiani THE ATOM TANKS che misceleranno sapientemente ska e svariati generi per farci saltare e ballare. Sul palco principale R&D Sunsplash coi pordenonesi Mellow Mood.

Lunedì 16 luglio c'è il metallo dei veneziani ARTIFICIAL WISH sul nostro palco dopo aver calcato i palchi di tutto il nord Italia. Nel frattempo la notte del metallo prosegue nel main stage con Pino Scotto.

Martedì 17 luglio sarete travolti dalle sonorità progressive dei MARVIN KINGER che sapranno trasportare i vostri pensieri coi loro graffianti arrangiamenti rock. I trentini The Bastard Sons Of Dioniso saranno presenti sul palco principale.

Mercoledì 18 luglio i nostri vecchi amici DOUBLE SWINDLE vi intratterranno col loro punk rock trascinante e festereccio per una serata a tutto pogo mentre sul palco principale la notte è targata Vallanzaska.

Giovedì 19 luglio il flow della vecchia scuola riporta in auge la posse coi BOYZ SLENGA, formazione friulana che da vent'anni porta avanti il verbo. Il main stage ospita invece Radio Company e il suo 80 Festival.

Venerdì 20 luglio i coneglianesi HATE BOSS vi faranno saltare di brutto in attesa de Il Teatro degli Orrori e i Motel Connection sul palco principale.

Sabato 21 luglio la nuova scuola hip hop delle TESTE DI SERIE sul palchetto dell'area expo art per ascoltare un po' di sani principi. Sul main stage Sbainight con Salmo e a seguire Gain On Top.

Domenica 22 luglio il quartetto dei trevigiani APHELION vi rapiranno col loro progressive-fusion strumentale intenso e mozzafiato. Il palco principale è invece dei Mercury Band.

Per quanto riguarda invece le attività prettamente artistiche che quest'anno proporremo siamo lieti di presentarvi la prima edizione del concorso INALTERABILE / IN ARTE ABILE, rivolto a performer, video artisti, scultori, pittori fotografi e si propone di presentare l’abilità di questi offrendo la possibilità di esibirsi e esporre i propri lavori.

Questo concorso è il primo nel suo genere: caratteristica principale dello spazio espositivo è che l’area in questione è all’aperto e quindi i lavori saranno esposti giorno e notte alle condizioni atmosferiche presenti in quel periodo. La scelta di INALTERABILE  nel titolo è una conseguenza di queste estreme situazioni espositive e vuole però essere anche una sfida per l’artista per confrontarsi e confrontare la propria opera con gli elementi naturali. Chiediamo quindi agli artisti di realizzare i propri lavori su supporti e con materiali che garantiscano l’inalterabilità dell’opera in tali condizioni. Le performance e le video installazioni costituiscono di per sè un esperienza inalterabile nella memoria dello spettatore per le emozioni che suscitano e per il contesto irriproducibile. Il gioco di parole con  la frase IN ARTE ABILE  è una sorta di guanto di sfida che l’organizzazione lancia nel chiedere ai vari talenti artistici di mettersi in gioco e dimostrare la propria abilità anche esibendosi, se vorranno, dal vivo nella realizzazione della propria opera.

Essendo la prima edizione di questo concorso non chiediamo una quota di iscrizione e offriamo come premio solamente la possibilità di esporre le vostre opere o voi stessi e far conoscere la vostra abilità. Saranno avvantagiati nella selezione coloro che utilizzeranno materiali derivanti o inseriti in logiche e processi ecosostenibili ed ecologici.

L’associazione Kantiere Misto contatterà i selezionati offrendo loro supporto e disponibilità anche nell’allestimento dei lavori e fornendo il controllo delle opere nel corso dei giorni soggetti ad esposizione nell’Area Expo.

martedì 29 maggio 2012

INALTERABILE - IN ARTE ABILE 2012

Dopo aver ufficializzato su Facebook il nostro concorso INALTERABILE - IN ARTE ABILE con un evento dedicato, esce oggi il form d'iscrizione e l'allegato regolamento del bando, scaricabile nella colonna qui a destra o cliccando QUI. Vi raccomandiamo di seguire le istruzioni contenute all'interno del documento!

Moltissimi utenti stanno già confermando la loro presenza nella pagina dedicata all'evento ufficiale!

NON MANCATE!

lunedì 28 maggio 2012

Australasia 1: Indonesia mon amour...

Andrea: De abrupto, dopo interessante dibattito con Brook e Aaron, apro la mia rubrica di geografia presso il blog di Kantiere Misto. Scopo? Intrattenere. Fonti? La Rete per i dati, l'Australia per lo spirito. Buona lettura.

Parliamo un po' di geografia e, nello specifico, dei "vicini di casa" dell'Australia...


La prospettiva Europea ci confonde. Se escludiamo la Russia trans-uralica, abbiamo 731 milioni di abitanti concentrati in 10 milioni di chilometri quadrati delimitati per la maggior parte da 89 mila km di coste... frastagliatissime e complesse.
Dal punto di vista linguistico primeggiano tre ceppi: quello germanico (172 milioni), quello latino-romanzo (212 milioni di parlanti nativi) e quello slavo (304 milioni di parlanti nativi con stime al ribasso -- esclusa la Russia non europea).


L'Australia ha 23 milioni ab. (come la Romania, circa) per un territorio di 7 milioni kmq. Sono tutti concentrati sui 23 mila km di coste. Abbiamo dunque una nazione omogenea e praticamente disabitata.


Guardiamoci attorno, però. Se escludiamo la divisione in Stati dell'Australia stessa (il Victoria ha gli abitanti del Veneto e la superficie del Nord Italia), resta apparentemente poco...


La Nuova Zelanda dista 3-4 ore di aereo (se non di più, da Perth) e ha una popolazione di 4 milioni e mezzo di abitanti linguisticamente e culturalmente omogenei agli Australiani.


Vi sono, poi, tutta una serie di isole del Pacifico... ma sarebbe un errore ritenerle "vicine": fatta eccezione per Norfolk Island e Tuvalu (che, comunque, distano dalla costa qualche ora di aereo -- nell'ultimo caso, più della Nuova Zelanda), recarsi nei "paradisi del Pacifico" richiede un tempo e una spesa paragonabili alla traversata dell'atlantico... o a un aereo diretto all'India.

Non resta dunque che il Nord tropico-equatoriale. Ossia: Papua-Nuova Guinea, Indonesia e Timor Leste.


Papua-Nuova Guinea... metà di un'isola. Noi la pensiamo tutta giungle (non a torto), ma vi trovano alloggio più di 6 milioni di persone. Da quelle parti girano 800 lingue (altro che dialetti!) e il Tok Pisin che serve da lingua franca... anche se la seconda lingua di tutti è l'Inglese e il governo australiano li tratta da cugini favorendone i visti d'ingresso e offrendo borse di studio.


Timor Leste è un'isoletta, nota per la produzione di sandalo. Contesa a metà con l'Indonesia... è stata teatro di guerra e il suo milione di abitanti ne ha grandemente sofferto.




Giungiamo infine all'Indonesia... questa sconosciuta.
Un po' di dati: arcipelago di 17.508 isole; 2 milioni di km quadrati (1/3 dell'Australia, 1/5 del continente europeo); 238 milioni di abitanti (quasi 12 volte la popolazione dell'Australia e un 1/3 scarso di quella europea).
Oltre che insulare, essa è nazione vulcanicamente attivissima e potrebbe beneficiare tantissimo dallo sfruttamento del geotermico. Le isole principali sono Java, Sumatra, il Borneo e Timor. Terra di monsoni e di pirateria. 300 gruppi etnici vi abitano, e condividono fino a 740 lingue diverse.

Guadagna l'indipendenza dall'Olanda negli anni Quaranta. Cresce, ma si arresta in ragione di nazionalismo e malgoverno attorno agli anni Sessanta. Negli anni Settanta inizia ad esportare petrolio in modo massiccio, forse come riflesso della crisi mediorientale, e il PIL cresce del 545%, ma questa crescita diffonde élitismo, corruzione e si fonda su uno sfruttamento spietato delle risorse naturali.
Con la crisi asiatica del '97, l'Indonesia subisce un brutto colpo: contrae un debito tale da doverla ritenere ormai in mano alle multinazionali del petrolio. I tardi anni 2000 però ce la restituiscono in crescita, anche se con un tasso di disoccupazione del 10%.


A farla da padrone, in questa parte del mondo, è il Giappone, che si contende le esportazioni indonesiane con Singapore, che è una capitale finanziaria ma non dei consumi (la merce dunque vi transita e basta). Seguono alla pari Cina, Corea del Sud e U.S.A. In penultima battuta Tailandia (perché è vicina), Germania (perché comunque ha interessi internazionali), Australia (che ha poca popolazione) e India -- grande delusione, perché se vorrà entrare nel mercato indonesiano, dovrà farlo con le grinfie.


Consideriamo ora le città e prendiamo l'esempio di Jakarta, la capitale -- antica Batavia. Nel 2007 era la 171esima città del mondo per dimensione. Quattro anni dopo, nel 2011, è 13esima!
Il conto riguarda tutto il Capital Territory indonesiano, ma teniamo conto che questa "provincia speciale" ha più o meno le dimensioni della sola città di New York. Quest'ultima ha 8 milioni di abitanti effettivi, mentre Jakarta 9 e mezzo.
Diversamente Bali che, secondo la testimonianza di Brook e Aaron, è la meta preferita dei minatori del West Australia, specialmente se si trovano a nord: la città indonesiana è più vicina della capitale Perth, perciò è la naturale meta di vacanze a base di alcool e prostitute... in tipico stile da uomini di frontiera.


Un gigante preme dunque poco più a nord... un gigante dalle molte risorse e dalla popolazone sterminata -- 13% della quale, però, è sotto la soglia di povertà. Si trova all'incrocio di rotte marittime importanti ed è una gita fuori porta per Giappone, Corea, Cina, Taiwan, Singapore e Australia.
 

domenica 27 maggio 2012

READER'S GOT THIS LAST SUNDAY!

Dopo un sabato all'insegna della festosa invasione del nostro readers corner da parte di un'intera scolaresca delle locali scuole elementari quest'ultima giornata di casting parte in tranquillo relax per i nostri coraggiosi selezionatori arrivati stamattina alle dieci nei locali del Centro Commerciale Conè: finora solo due persone hanno avuto l'ardire di accomodarsi sulla nostra poltrona in banano e condividere i loro brani preferiti con i nostri fedelissimi affezionati visitatori. Se volete mettervi in discussione e vi trovate dalle nostre parti vi invitiamo a partecipare alla nostra iniziativa: saremo qui fino alle 19 di oggi poi chiuderemo ufficialmente le candidature e passeremo alla fase di selezione.


Se siete geograficamente troppo lontani ma volete comunque partecipare potete guardare il nostro canale streaming e, all'occorrenza, inviare un video in cui ci leggete qualcosa all'indirizzo kantieremisto@gmail.com, siamo a vostra disposizione!